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		<title>MALU MALU MALU &#8211; QUATTORDICI</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 11:54:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi del Signor Denei]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/09/viaggi.jpg" width="150" height="100" alt="" title="Viaggi del Signor Denei" /><br/>
 
Diario di viaggio del viaggio di nozze in Sri Lanka e Maldive
16 giugno 2003 &#8211; lunedì &#8211; bello &#8211; quattordicesimo giorno &#8211; Holiday Island (Dhiffushi)
Sveglia alle sei!
Sì, ancora una volta alle sei per rivedere l’affascinante bassa marea. Non c’era.
Così abbiamo capito che forse, di lunedì mattina, non c’è bassa marea. Con la coda tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/09/viaggi.jpg" width="150" height="100" alt="" title="Viaggi del Signor Denei" /><br/><div class="MsoNormal" style="font-size: 26pt; font-family: Arial;"><a rel="attachment wp-att-525" href="http://www.anticameradelcervello.net/?attachment_id=525"><img class="alignnone size-full wp-image-525" title="viaggi" src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/09/viaggi.jpg" alt="viaggi" width="150" height="100" /></a></div>
<div class="MsoNormal"><strong><span style="font-size: 26pt; font-family: Arial;"><span style="color: #0000ff;"> </span></span></strong></div>
<p><span style="font-size: 16pt; font-family: Impact;"><span style="color: #ff0000;">Diario di viaggio del viaggio di nozze in Sri Lanka e Maldive</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><span style="color: #0000ff;"><strong>16 giugno 2003 &#8211; lunedì &#8211; bello &#8211; quattordicesimo giorno &#8211; Holiday Island (Dhiffushi)</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Sveglia alle sei!</strong><br />
Sì, ancora una volta alle sei per rivedere l’affascinante bassa marea. Non c’era.<br />
Così abbiamo capito che forse, di lunedì mattina, non c’è bassa marea. Con la coda tra le gambe siamo tornati a letto.<span id="more-2425"></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Ore sette e trenta</strong><br />
Siamo nella bassissimissima marea! C’è anche di lunedì ma arriva un po’ più tardi. Ho portato con me la macchina fotografica e questo diario. A pochi metri dall’onda oceanica, possiamo vedere i coralli vivi, coralli morti e coralli feriti. Per non ferirmi a mia volta, ho dato retta alla dottoressa Franco Scoglio ed ho indossato le Nike.<br />
Nell’acqua bassa cammino con prudenza perché, come mi ha spiegato Nadia, la nostra guida di snorkeling, è pericoloso calpestare le razze. La razza è un pesce fondamentalmente buono, vive sotto la sabbia e non dà fastidio a nessuno. Se però è calpestata, reagisce come già sappiamo.<br />
Poco fa, tra le insidiose acque basse, ho visto una murena di dodici metri. Grandissima, nera e minacciosa, spuntava dalla tana per almeno cinque centimetri. Il resto della bestia è rimasto nella tana ma posso immaginarlo. Fossi passato più vicino, mi avrebbe attaccato. A sentirmi dire queste cose, mia moglie ride. Un po’ perché non capisce che certi animali sono un’insidia alla nostra vita e un po’ perché, da quando l’ho sposata, sta prendendo sempre più confidenza. Tornando alla murena, non tutti sanno che il morso di questo pesce può essere di tre tipi: morso leggero, che può causare nausea e febbre alta, morso pesante, che arreca vertigini e obesità, e morso definitivo (dal latino mors tuo vita via), che la murena ti assesta usando anche i molari. Tremo all’idea.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Rischio</strong><br />
Tra i coralli, Laura Cicciariccia ha scorto un mollusco con una conchiglia enorme e bellissima. Si trattava della tridacne, un invertebrato protetto perché in via d’estinzione. La mia simpatica mogliettina, per provare l’emozione di veder chiudere la conchiglia, ha messo un dito tra i due grandi gusci ondulati. Di certo non sapeva del rischio che stava correndo. A parte il fatto che ha messo il dito con l’anello d’oro, se un dito rimane imprigionato nella tridacne, o lo tagli, o resti alle Maldive perché quella conchiglia non si può esportare.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Prodotti insetticidi</strong><br />
Al nostro rientro dagli abissi bassi, siamo andati a far colazione tra le zanzare. Stavolta, tra i tavoli della mensa, c’era una sorta di Zanzarissima 2003. Ieri sera avevo provato a proteggermi con l’olio Jordan che respinge le zanzare. In effetti, i fastidiosi insetti avevano girato alla larga, però, ero stato punto dalle mosche perché l’olio Jordan ha un retrogusto di merda francese.<br />
Oggi ho messo Autan e Citronella. Credo che mischiare sia sempre sbagliato e, a volte, pericoloso. Chi mischia rischia, cita un antico detto ma, d’altro canto, sono disperato. Cicciariccia dice che mi lascio condizionare dai detti popolari. Sarà ma, come dice un proverbio cingalese, voce di popolo, voce di Buddha.<br />
Restando sull’argomento insetti, devo annotare che, alle Maldive, ho speso più soldi per gli antiparassitari che per i divertimenti. In questo villaggio ci sono bevande a volontà ma non abbiamo tempo per bere da quanto siamo impegnati ad ammazzare insetti. Altro che “Bevande incluse”, includeteci l’Autan!</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>La doccia infinita</strong><br />
Prima del pranzo, c’è stato uno spiacevole fuori programma che avrebbe potuto trasformarsi in dramma. Per prepararmi al meglio al lauto pasto, sono salito in casetta a darmi una lavata. La doccia, come ho scritto il primo giorno, si trova all’esterno ma è cinta da un muretto alto. Per arrivarci bisogna passare dal bagno, ed aprire una porta a vetri che separa la doccia dal bagno vero e proprio. Mi sono lavato a dovere mandando via il fastidioso salino, poi, una volta finito, mi sono accorto che la malefica porta a vetri era apribile solo dall’interno. Così sono rimasto prigioniero tra quattro mura in un metro quadro infestato dalle zanzare. Che fare? Non potevo certo scavalcare il muro. Ero nudo! Questo è un paese musulmano e, girare per strada o anche chiedere aiuto da nudi, non solo è vietato ma credo proprio ci sia la forca. Così sono rimasto lì, aspettando l’arrivo di mia moglie che, ignara, prendeva il sole. Per non essere punto dalle zanzare, ho fatto quindici docce. Dopo un’ora d’attesa, avevo il corpo ricoperto di muschio e le mani palmate. Allora è arrivata lei che, appresa la mia disavventura, s’è fatta una risata. La lascio?</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Pranzo</strong><br />
Tra i secondi di pollo e agnello, serpeggia ancora il malefico sgombro. Stavolta è fritto. E’ certo che, se nessuno collabora mangiandone un po’, non ce lo togliamo più.<br />
Ultimamente faccio fatica a scrivere e a maneggiare la forchetta perché ho le unghie un po’ lunghine. Dopo i fatti dell’11 Settembre, è reato volare con taglierini, forbicine o tagliaunghie. Io mi sono attenuto alle regole ma, adesso, ho gli artigli di un’aquila reale.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Jordan l’antitutto</strong><br />
Dopo un pomeriggio trascorso insieme alle altre due coppie a bighellonare tra spiaggia e casetta, abbiamo fatto una partita a bocce (qui nel Venta Club hanno tutto!). Donne contro uomini. Era un’amichevole e, più che al risultato, abbiamo badato allo spettacolo. Insomma, abbiamo perso.<br />
Ancora zanzare. Dopo la doccia di rito (finita una partita a bocce, la doccia è un toccasana), ho messo sul mio corpo un velo d’olio Jordan antiparassitario. Poi sono andato dalla dottoressa Franco Scoglio unto come un lottatore di sumo. Niente febbre, o meglio, non siamo riusciti a misurarla perché ero troppo viscido e, il termometro scivolava via.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Epilogo serale</strong><br />
Stasera hanno cambiato pesce ma, per i nostalgici, c’è ancora lo sgombro. Stavolta, il grande vecchio è stato guarnito di peperoni.<br />
Dopo la cena, una volta tanto, abbiamo rinunciato alla passeggiata al pontile per vedere uno spettacolo di cabaret. Alla fine, c’è stata una coda. Luca e Luca mi hanno legato e costretto a leggere il diario ad alta voce filmando l’evento. Le torture di Saddam Hussein non sono niente in confronto.<br />
Notte. C’è una luna piena che mette i brividi. Cantano le cornacchie e, di tanto in tanto, passano i pipistrelli da quattro chili che, visti di notte, sembrano paracadutisti vestiti a lutto. Per addormentarmi ho fatto ricorso a cinque gocce di Xanax.</span></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.anticameradelcervello.net/?p=2425" target="_blank"><img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.anticameradelcervello.net/?p=2425" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>BARBARELLE E GLI UOMINI IN VACANZA</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 13:07:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbarelle</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ero una Brava Ragazza]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/11/brava.jpg" width="150" height="100" alt="" title="Ero una Brava Ragazza" /><br/>
&#8220;Scusa, posso chiedere a te?&#8221; Prego dimmi. &#8220;Mi serve una presa scart maschio-femmina&#8221;. Le scart maschio femmina? (mi guarda perplesso) Le scart&#8230;sono nel cestone. &#8220;Si ho visto, ma sono solo maschio-maschio, a me serve maschio-femmina, le avete?&#8221; (resta con la bocca aperta di 3/4) Aspetta che chiedo al mio collega. Le abbiamo le scart maschio-femmina? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/11/brava.jpg" width="150" height="100" alt="" title="Ero una Brava Ragazza" /><br/><p><a rel="attachment wp-att-1136" href="http://www.anticameradelcervello.net/?attachment_id=1136"><img title="brava" src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/11/brava.jpg" alt="brava" width="150" height="100" /></a><br />
<span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana;"><strong>&#8220;Scusa, posso chiedere a te?&#8221; Prego dimmi.</strong> &#8220;Mi serve una presa scart maschio-femmina&#8221;. Le scart maschio femmina? (mi guarda perplesso) Le scart&#8230;sono nel cestone. &#8220;Si ho visto, ma sono solo maschio-maschio, a me serve maschio-femmina, le avete?&#8221; (resta con la bocca aperta di 3/4) Aspetta che chiedo al mio collega. Le abbiamo le scart maschio-femmina? (il collega mi guarda interrogativo e accenna un ghigno pieno di doppisensi) Le scart maschio femmina? &#8230;.No&#8230;.ma che ci devi fare? ( vorrei rispondere che il mio fidanzato ama legarmici al letto e che per motivi di feng shui dobbiamo rispettare certi equilibri, ecco perché maschio-femmina&#8230;ma non gli cambierebbe l&#8217;espressione da ebete in faccia) &#8220;Ho un decoder difettoso voglio baipassarlo con una scart nuova&#8221;.(glielo vedo in volto che sta collegando a mente i cavi&#8230;eppure non è del tutto convinto) Ah&#8230;devi andare in un altro negozio, allora.<span id="more-2422"></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana;">Siamo a Milano e siamo nel 2010. Eppure ci sono ancora centinaia di migliaia di uomini che si stupiscono del fatto che una donna sia minimamente in grado di mettere le mani dietro ad un televisore e sistemare DA SOLA i collegamenti. Tralasciamo che con l&#8217;avvento del digitale terrestre sarebbe bene che ogni Euronics avesse una maggiore scelta di prese scart e cavi coassiali, tralasciamo che i commessi di questi negozi dovrebbero sapere che parlare di &#8220;maschio-femmina&#8221; non equivale a fare profferte sessuali, non posso accettare che se chiedo un prodotto si dia per scontato che non ho la minima idea di quello che sto chiedendo, solo perché non ho un pisello in mezzo alle gambe. Chi diavolo è stato a permettere che si tornasse all&#8217;età della pietra? Quando, esattamente, gli uomini sono stati autorizzati ad usare l&#8217;aggettivo troia abbinato a qualunque nome di donna? E chi di noi, ha lasciato che questi cosi pelosi potessero pensare che non siamo capaci di fare un cavolo se non allattare figli, rassettare casa e metterci a pecorina? Quando esattamente il motto &#8221; Donna, schiava, lava i piatti e chiava&#8221; è ritornato in auge?<br />
Mi guardo intorno. Trascuro le signore filippine e messicane. Guardo in faccia le donne italiane. Eccole lì. Perfettamente depilate. Il loro inguine è talmente liscio che quando ti camminano di fianco senti solo un rumore di seta strofinata. Il tacco è impegnativo ma gestito con stile e leggerezza. La gonnellina è frufru, la canotta lascia intendere che con tanto silicone il reggiseno non serve, e la borsa di Dior ci ricorda che nonostate tutto, ci sarebbe ancora budget sufficiente a ridare sprint all&#8217;economia della Basilicata. Queste donne, anche volendo, non hanno tempo di guardare cosa c&#8217;è &#8230;dietro una televisione. E loro, i cosi pelosi che camminano al loro fianco adorano passare il tempo a dimostrare alle rispettive compagne che è meglio che lascino perdere quello che c&#8217;è dietro ad un televisore. Meglio nude, sul letto, a carponi.</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana;">Il Dj<br />
Si chiama Roberto, ha 42 anni e mette i dischi nelle discoteche di Milano. Vuole sapere come sono. Normale, come risposta, non gli basta. Non è importante cosa faccio nella vita. Importante è sapere come mi vesto.&#8221;Sono casual&#8221;. Ah, capisco. A me piacciono le ragazze con i vestitini, il tacco 12 e una bella scollatura. &#8220;E tu come ti vesti? Metti mai giacca e cravatta?&#8221; Io sono un dj, posso vestirmi come mi pare, ma di certo non mi concio a quel modo!</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana;">Lo scrittore<br />
Ha 40 anni e una passione per la buona cucina. Le sue conversazioni più appassionate sono sulle cose buone da mangiare e sulle cose deliziose da cucinare. Rilancia ricette a go go, come fosse uno chef professionista. Ogni intervento esterno, soprattutto di donne, con possibili varianti o con la rivelazione del mitico &#8220;segreto della nonna&#8221;, non viene minimamente ascoltato. L&#8217;atteggiamento è proprio quello fastidioso del &#8220;ma tu che ne sai&#8221;. Tocca soltanto piegarsi alla sua immensa sapienza gastronomica, fino a quando, facendo domande più specifiche, non viene fuori che la sua conoscenza in materia di fornelli è limitata ai menù dei molti ristoranti milanesi. Ad ogni modo la spesa gliela fanno mamma e papà: &#8220;Loro sanno riconoscere il pesce fresco e le verdure che non marciano subito&#8221;. Viene il dubbio che, nel tragitto dal mercato alla casa del figliol prodigo, quella santa donna di sua madre, dall&#8217;erede pubblicamente appellata &#8220;rincoglionita&#8221; per la sua incapacità di usare i moderni cellulari, tutto quel ben di Dio glielo cucini anche. Fortunata la donna che sta per sposarlo.</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana;">Per sintetizzare<br />
Loro si chiamano a vicenda di fronte al computer di uno solo. Le foto del giorno sono quelle del culo della soubrette di turno. I commenti sono legittimi:&#8221;E&#8217; di marmo&#8230;stai vedendo?&#8221; ma esasperati dal volume. Sembra di stare al mercato della femmina. Le notizie su: tenniste, giornaliste, attrici, ex mogli di, fidanzate con, vengono infarcite di puttana, troia, zoccola, gran mignotta. &#8220;Tu zitta, che nessuno ti ha interpellata&#8221; seguito da una grassa risata, è il minimo che ci si può sentire dire se si accenna a manifestare un pensiero politico o economico.<br />
Se le colleghe ridono tra loro vengono interrotte e interpellate su quale sia l&#8217;argomento. Temono che si stia parlando di loro. Talvolta si rendono conto di varcare il confine di quello che è lecito dire, ma hanno subito la giustificazione:&#8221;io mi permetto di dire certe cose, ma solo perché ieri in piscina ho sentito delle ragazze commentare il fisico di uno che era certamente un modello&#8230;allora, non vi offendete perché voi altre fate lo stesso&#8221; .<br />
Ecco, noi altre lo facciamo in piscina, non in ufficio.<br />
No, non sono ominidi dell&#8217;età della pietra. Hanno 40 anni, dei figli e una moglie che li aspetta a casa, ma arrivano a lavoro sempre prima. L&#8217;ufficio è il loro rifugio, il nascondiglio., la sala giochi dove parlare di calcio, fantacalcio, cellulare, figa vista in tv.<br />
Sono gli uomini che hanno scelto delle compagne toste e coraggiose. Donne che li rimettono in riga appena varcano la porta di casa. Donne con le quali spesso perdono il confronto.<br />
Qui invece sono in vacanza. Fanno gli scapoli impenitenti che ogni volta al supermercato trovano una tipa che li guarda vogliosi. Sono i campioni del mondo di calcio, se solo fossero stati loro il ct. Sono superdotati e sexy al punto che nessuna riesce a dire loro di no.<br />
Sono uomini in vacanza, dalla loro vita vera.</span></p>
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		<title>FORSE GIANNI MORANDI NON SA CHE&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 16:32:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Meraviglioso Mondo di Fabio]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/06/meraviglioso.jpg" width="150" height="100" alt="" title="Meraviglioso Mondo di Fabio" /><br/>IL MERAVIGLIOSO GIANNI MORANDI DI FABIO 
Forse non tutti sanno che… Morandi scrisse una canzone che parlava di un Vietcong traditore e musicalmente ignorante che, dopo aver combattuto nel suo paese, finì nel piccolo borgo di Rattattatà, nel Vietcong del nord. Qui ricevette una lettera da un boss della mala che lo incaricava di uccidere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/06/meraviglioso.jpg" width="150" height="100" alt="" title="Meraviglioso Mondo di Fabio" /><br/><p><span style="font-size: 18pt; font-family: &quot;Britannic Bold&quot;; color: lime;">IL MERAVIGLIOSO GIANNI MORANDI DI FABIO</span><span style="font-size: 18pt; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><em><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial; color: red;">Forse non tutti sanno che… Morandi scrisse una canzone che parlava di un Vietcong traditore e musicalmente ignorante che, dopo aver combattuto nel suo paese, finì nel piccolo borgo di Rattattatà, nel Vietcong del nord. Qui ricevette una lettera da un boss della mala che lo incaricava di uccidere i Rolling Stones e i Beatles. Allora egli, che era un magnaccia, si liberò delle sue donne e andò ai concerti a uccidere i Rolling Stones e i Beatles, e infatti ce la fece, e già che c&#8217;era gli sterminò tutti i Fans. Poi però si rattristò tornando a casa e scoprendo che al suo paese non c&#8217;era più la guerra, e allora si suicidò conficcandosi nel cuore una ciocca di capelli di Mick Jagger.</span></em></strong></p>
<p><strong><em><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial; color: red;">Morandi non era convinto del tutto del risultato. Allora mi telefonò ed io gli consigliai di fare un testo più pacifista. Così nacque…<br />
“C&#8217;era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling stones”<br />
E così la sua &#8220;C&#8217;era un Vietcong che come me amava gli Stati Uniti d&#8217;America&#8221; non fu mai incisa.<br />
Io ve la ripropongo, poiché credo nella sua attualità: secondo me è molto bella.<br />
</span></em></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial; color: red;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="font-size: 14pt; font-family: &quot;Lucida Handwriting&quot;; color: blue;"><a href="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/07/imaggges.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-295" title="imaggges" src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/07/imaggges.jpeg" alt="imaggges" width="125" height="83" /></a></span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Lucida Handwriting&quot;; color: blue;"></span></em></p>
<p><strong><span style="font-size: 14pt; font-family: Arial;">C&#8217;era un Vietcong che come me amava gli stati Uniti d&#8217;America<br />
</span></strong><br />
<span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">C&#8217;era un Vietcong che come me amava gli stati Uniti d&#8217;America<br />
C&#8217;era un Vietcong che come me,<br />
amava gli Stati Uniti d&#8217;America girava il mondo, veniva da il Vietnam</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">non era bello ma accanto a se<br />
aveva la sua chitarra se cantava Help, or Lady to Ride o Ticket Jane o yesterday<br />
cantava viva l’America<br />
ma ricevette una lettera:<br />
“stop coi Beatles stop, stop coi Rollins stop”<br />
mille donne mi regalò fu richiamato:<br />
&#8220;ragazzo, adesso va e spara in libertà ai Beatles e i Rolling Stones&#8221; ta   ra ta&#8230;</span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">c&#8217;era un ragazzo, che come me, amava far la guerra nel Vietnam<br />
girava il Vietnam, e poi finì a Rattatata&#8217;<br />
adesso non ha più amici<br />
ma vede i fans cadere giù<br />
non suona la chitarra coi Beatles<br />
non ha giù la stessa nota coi Rolling stop, stop, stop, stop<br />
non rivedrà i Beatles e i Rollin Stones<br />
sempre fa uno strumento: “che mondo…:”<br />
nel suo paese, la gente non porta più medaglie!<br />
e&#8217; morto; nel petto un cuore più non ha<br />
ma due capelli lunghi o tre ta ta ta&#8230;</span></p>
<p><strong><em><span style="font-size: 9pt; font-family: Arial;">(N.d.A. casomai, se non lo capite da soli soletti, ho mischiato una per una tutte le parole del testo, eh)</span></em></strong></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.anticameradelcervello.net/?p=2418" target="_blank"><img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.anticameradelcervello.net/?p=2418" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>CIOTTOLI PICCONATI</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 08:45:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Duccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciottoli]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/07/ciottoli.jpg" width="150" height="100" alt="" title="Ciottoli" /><br/>


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			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/07/ciottoli.jpg" width="150" height="100" alt="" title="Ciottoli" /><br/><p><a rel="attachment wp-att-2410" href="http://www.anticameradelcervello.net/?attachment_id=2410"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2410" title="23-08-2010-02" src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2010/08/23-08-2010-02-150x150.jpg" alt="23-08-2010-02" width="150" height="150" /></a><a rel="attachment wp-att-2411" href="http://www.anticameradelcervello.net/?attachment_id=2411"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2411" title="23-08-2010-01" src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2010/08/23-08-2010-01-150x150.jpg" alt="23-08-2010-01" width="150" height="150" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2412" href="http://www.anticameradelcervello.net/?attachment_id=2412"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2412" title="17-08-2010-03" src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2010/08/17-08-2010-03-150x150.jpg" alt="17-08-2010-03" width="150" height="150" /></a><a rel="attachment wp-att-2414" href="http://www.anticameradelcervello.net/?attachment_id=2414"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2414" title="17-08-2010-02" src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2010/08/17-08-2010-021-150x150.jpg" alt="17-08-2010-02" width="150" height="150" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2415" href="http://www.anticameradelcervello.net/?attachment_id=2415"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2415" title="17-08-2010-01" src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2010/08/17-08-2010-01-150x150.jpg" alt="17-08-2010-01" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>MALU MALU MALU &#8211; TREDICI</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 16:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi del Signor Denei]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/09/viaggi.jpg" width="150" height="100" alt="" title="Viaggi del Signor Denei" /><br/>
 
Diario di viaggio del viaggio di nozze in Sri Lanka e Maldive
15 giugno 2003 &#8211; domenica    &#8211; bellissimo &#8211; tredicesimo giorno    &#8211; Holiday Island (Dhiffushi)
Camminare sul mare
Per errore ho messo la sveglia alle sei e mezza. La suoneria, che avevo messo grazie al telefonino, avrebbe dovuto trillare un’ora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/09/viaggi.jpg" width="150" height="100" alt="" title="Viaggi del Signor Denei" /><br/><div class="MsoNormal" style="font-size: 26pt; font-family: Arial;"><a rel="attachment wp-att-525" href="http://www.anticameradelcervello.net/?attachment_id=525"><img class="alignnone size-full wp-image-525" title="viaggi" src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/09/viaggi.jpg" alt="viaggi" width="150" height="100" /></a></div>
<div class="MsoNormal"><strong><span style="font-size: 26pt; font-family: Arial;"><span style="color: #0000ff;"> </span></span></strong></div>
<p><span style="font-size: 16pt; font-family: Impact;"><span style="color: #ff0000;">Diario di viaggio del viaggio di nozze in Sri Lanka e Maldive</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><span style="color: #0000ff;"><strong>15 giugno 2003 &#8211; domenica    &#8211; bellissimo &#8211; tredicesimo giorno    &#8211; Holiday Island (Dhiffushi)</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Camminare sul mare</strong><br />
Per errore ho messo la sveglia alle sei e mezza. La suoneria, che avevo messo grazie al telefonino, avrebbe dovuto trillare un’ora dopo. Purtroppo, però, avevo ancora l’ora di Colombo. Uscendo dalla casetta ci siamo resi conto di un fenomeno che ci ha lasciati di sasso: il mare non c’era più. <span id="more-2406"></span>Già avevamo visto il fenomeno della bassa marea, ma quella di stamattina era così bassa da farci venir voglia di andare a piedi in India. Così, anche per ammazzare il tempo che ci separava dalla colazione, ci siamo spinti fino alla barriera corallina. Uno spettacolo senza confronti! Coralli di ogni colore e dimensione. Ricci di mare, stelle marine, granchi ed altri incanti della natura.<br />
Siamo rientrati quasi subito perché, dopo la colazione, ci aspetta una gita Snorkeling che in italiano vuol dire splendida passeggiata lungo la barriera corallina con pinne, maschera e… salvagente. La mia specialità. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Che male!</strong><br />
Sono tornato dalla colazione gravemente ferito. Un miliardo e mezzo di zanzare mi hanno bombardato senza pietà. Mai visti tanti buchi in un corpo solo. Fortuna che ho con me After Bite, lenitivo delle punture d’insetto. Dopo aver spalmato il lenitivo, ho messo la Citronella più un velo di Autan e, dulcis in fundo, la crema Nivea protezione 30 rassodante. Se mi mangia uno squalo muore.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Si parte</strong><br />
Prima di imbarcarci sul solito doni, la nostra guida ci fa osservare un branco di pesci, sotto la barca. Sono gli stessi che, da sempre, ci rifilano a mezzogiorno e cena.<br />
Siamo in viaggio verso l’arcipelago dove c’immergeremo, almeno credo. Uso il termine credo perché la ragazza che ci fa da guida ha appena aperto un libro e ci sta mostrando alcune foto raffiguranti i pesci delle Maldive. Vuoi vedere che Snorkeling è questo, e cioè, vai in mare ma i pesci li vedi su un libro?</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Superquark 2</strong><br />
Anche se pare incredibile, la nostra guida, che si chiama Nadia, è Valtellinnese. Ci sta facendo vedere dei pesci molto belli ma, ripeto, sul libro. Ci sono pesci pappagallo, pesci pietra, pesci scatola. Alle Maldive mancano i pesci normali. Tra i più pericolosi, oltre al tristemente noto squalo tigre, c’è lo squalo bianco e lo squalo leopardo del quale ignoravo l’esistenza. La sola fotografia dello squalo leopardo fa passar la voglia di metter piede in acqua. Altro pesce che non perdona è la razza. Quest’ultimo è terrificante ed ha, sulla coda, un aculeo velenosissimo. La sua puntura può rendere inservibile la parte lesa. Nadia, la guida valtellinese ci dice: “Per guarire da una puntura di razza, bisogna far bollire la parte e poi curarla con delle creme”. Che creme si possono usare su un braccio bollito? Forse un po’ di maionese. Il barracuda, nuovo mostro marino, ha un’altra caratteristica spaventosa: se ti vede, usando la coda, ti taglia le gambe. Come il varano. L’animale più mansueto è lo squalo balena, il pesce più grande del mondo che, per crescere forte e sano, mangia i biscotti al Plancton. Scrivo questa cazzata per liberare la tensione. Ho saputo che, tra poco, c’immergeremo per davvero. Ma come si può affrontare il mare dopo aver saputo di simili mostri? Eppure si va. Ormai abbiamo pagato, accettato la gita. Sarebbe da codardi dire: “No”. Si va giù con pinne, salvagente ed occhiali. Perlomeno, nella canzone di Edoardo Vinello, si faceva cenno ad un fucile, qua no. Si va giù disarmati. Vado. Addio.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Ce l’ho fatta!</strong><br />
Sulle prime non volevo scendere in acqua, poi, visto che Nadia mi ha stuzzicato con una fiocina, ho preso coraggio e sono andato. Grazie a lei, ho scoperto che lo snorkeling è uno sport bellissimo. Credo diverrò un assiduo praticante. Il salvagente, che ho gonfiato con una pressione doppia rispetto a quella consigliata da Nadia, ti tiene a galla mentre, con l’ausilio delle pinne, puoi spostarti velocemente e, grazie alla maschera e boccaglio da sub, puoi vedere gli abissi. Ho visto pesci d’ogni specie, colore e dimensione. Per fortuna non ho avvistato squali o barracuda. Infatti ho ancora le gambe. L’immersione è durata un’ora. Un vero record per il mio corpo molto terrestre! Alla fine avevo le labbra viola e le mani di un lavapiatti ma, devo ammettere, ero molto soddisfatto. Adesso, col nostro doni, andremo a cercare un altra fetta di mare per una nuova immersione.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Bellissimo!</strong><br />
Ho visto altri pesci ed altri coralli. E’ un mare così bello che vorrei portarmelo a casa.<br />
E’ curioso l’accento montano di Nadia: “Carlo- mi dice- vieni che c’è la murena!”.<br />
E sembra dire: “Vieni che c’è la marmotta!” Però è bravissima.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Progetti futuri</strong><br />
Cicciariccia è molto stupita di questo mio nuovo entusiasmo per il mare ma, c’è poco da fare, io sono così: di ogni cosa ho paura ma poi, appena ne vengo a conoscenza, divento un fanatico praticante. Così ho deciso che, appena saremo a casa, compreremo pinne, boccagli, maschere, mute e scafandri e c’immergeremo pure nel Mar Ligure. E poi, dalle nostre parti, il pericolo dello squalo, è quasi azzerato.<br />
In Liguria mancano pure i pesci.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>A base di pesce</strong><br />
Per pranzo abbiamo trovato ancora il maledetto sgombro che ci rifilano da giorni. Lo mangio comunque perché, il pesce, ricco di fosforo, fa benissimo all’apparato cerebrale. Insomma, mangiando pesce si migliora memoria e lucidità. Purtroppo, non è così per me che, insieme al pesce, tracanno volentieri tre quarti di vino bianco che riportano il mio quoziente intellettivo a livello di partenza.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Schiume</strong><br />
Nel pomeriggio non abbiamo fatto un bel niente. Abbiamo preso il sole ed ammirato il mare che, per la prima volta, era leggermente imbufalito. Le onde hanno portato a riva una schiuma densa, bianca e morbida. Così ne ho preso un po’ e mi sono fatto la barba.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Cena</strong><br />
Come secondo, manco a dirlo, c’è lo sgombro mascherato. Per farlo sembrare un altro pesce lo hanno accorciato e avvolto nelle foglie. Ma perché tanto accanimento con un pesce soltanto? Dopo cena non ci siamo recati al solito pontile a vedere i pesci ma, con il petto gonfio d’orgoglio, siamo andati al teatro del villaggio per vedere Luca di Treviso nelle vesti di attore. L’occasione era ghiotta perché gli animatori del villaggio insieme ad alcuni turisti, hanno messo su “Sette spose per sette fratelli”. Luca si è ben distinto ma non siamo riusciti a complimentarci perché, tolti i panni dell’attore, è corso al pontile per l’immersione notturna. Eh sì, Luca di Treviso s’è iscritto a tutto: corso di pesca subacquea, vela, sci d’acqua e banana boat. Io, questa roba qui, mi stanco solo a scriverla.</span></p>
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		<title>BARBARELLE E GLI UOMINI IN INSALATA</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 13:11:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbarelle</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ero una Brava Ragazza]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/11/brava.jpg" width="150" height="100" alt="" title="Ero una Brava Ragazza" /><br/>
Ci sono due proverbi che credo molto veritieri. &#8220;Nella vita o non succede niente o capita tutto insieme&#8221; e &#8220;Se non apprezzano la tua presenza, fagli sentire la tua assenza&#8221;. Questo motto lo sentii una volta da Red Ronnie. Sì, io guardavo Red Ronnie in tv e compravo anche il suo giornaletto, Be Bop a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/11/brava.jpg" width="150" height="100" alt="" title="Ero una Brava Ragazza" /><br/><p><a rel="attachment wp-att-1136" href="http://www.anticameradelcervello.net/?attachment_id=1136"><img title="brava" src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/11/brava.jpg" alt="brava" width="150" height="100" /></a><br />
<span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana;"><strong>Ci sono due proverbi che credo molto veritieri.</strong> &#8220;Nella vita o non succede niente o capita tutto insieme&#8221; e &#8220;Se non apprezzano la tua presenza, fagli sentire la tua assenza&#8221;. Questo motto lo sentii una volta da Red Ronnie. Sì, io guardavo Red Ronnie in tv e compravo anche il suo giornaletto, Be Bop a Lula. Credo di aver anche fondato un fan club latinense. &#8220;Quelli che leggono Be Bop a Lula&#8221;. Che ne sapete? Eravamo in quattro e dopo un paio di riunioni ci perdemmo di vista, cosa difficile a Latina a meno che non si voglia proprio scomparire. Seguivo Red Ronnie perché lui negli anni era diventato grande amico di Boy George. Boy era il consulente di Red. Ogni questione giovanile veniva sciscerata dai due in un modo davvero sincero. C&#8217;era il reale interesse di Ronnie di capire i ragazzi e c&#8217;era vera comprensione di Boy George per le nuove tendenze giovanili. Io amavo Boy George e sapere che Red Ronnie poteva avvinicinarlo tanto spesso me lo faceva dedestare e insieme invidiare.<span id="more-2402"></span><br />
<span style="color: #000000;">F</span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">or</span>se però ispirandomi a questa coppia sono diventata tanto curiosa del mondo e soprattutto degli uomini. Di certo è che dopo mesi di latitanza gli uomini hanno cominciato a spuntare fuori come funghi, arrivati tutti insieme nuovi e vecchi. Alcuni non proprio graditi. In meno di due settimane si sono rifatti avanti: due uomini dei quali riesco a fare a meno, un vecchio amante che mi ha ricordato che &#8220;c&#8217;è speranza&#8221; e un nuovo amante, un poliziotto, che vuole l&#8217;esclusiva sull&#8217;utilizzo del mio corpo.<br />
In ordine di apparizione vi racconto subito della ricomparsa del Professore perché si tratta di una di quelle conversazioni che meriterebbero di essere registrate e riascoltate ogni mattina mentre si fa colazione.<br />
Il numero telefonico del Mitico Professore non è più memorizzato nella mia rubrica (dopo la proposta di farlo in tre con una sua amica ho pensato che forse di un uomo del genere potevo farne a meno) e così ci scappa anche una mezza gaffe del tipo &#8221; ma chi sei tu?&#8221;. Poi, riconosciuta la voce, ascolto cos&#8217;ha da dire. I modi tra noi sono rimasti cordiali e quindi molto cordialmente il Professore mi spiega che si sta vedendo con una ragazza, che però, nonostante sia davvero fantastica a letto, si sta affezionando troppo. Io invece, che a letto sono una noia mortale, almeno non mi appiccico come le cozze. Per questo motivo, mi dice il Professore, &#8220;paradossalmente&#8221; sono meglio io. Paradossalmente credo sia un complimento. Comunque sia, paradossalmente è l&#8217;avverbio dell&#8217;anno e sostituisce degnamente i precedenti &#8220;nonostante tutto&#8221;. Ovviamente il Prof. si vive questa telefonata come se mi stesse dando una seconda occasione. Lui a me. Per cui alza di nuovo la posta in palio. Non voglio farlo in tre? No problem, allora passiamo al frustino o alla cintura. Gli appassionati, o i conoscitori del genere &#8220;divertimento tra le lenzuola&#8221;, sapranno che la cintura è il sinonimo dello Strap On. Una cintura con attaccato un pisello finto con cui una donna può divertirsi con chi vuole. Il mio Prof.  dunque vuole farsi inculare. Quest&#8217;uomo machissimo  ora mi propone pure di farsi prendere da dietro. Mi immagino la scena e rido. Così per capire meglio gli chiedo se la &#8220;cintura&#8221; la porterebbe lui o dovrei pensarci io. La risposta è inaspettata ed allucinante assieme. Il Prof. sta parlando di una semplice cintura dei pantaloni! Non vuole farsi penetrare ma frustarmi! Nella mia testa una serie infinita di punti esclamativi occupa lo spazio per qualunque altra imprecazione. Sono senza parole. E rido. Rido così forte che sul pullman che mi sta portando in ufficio la gente ride con me anche senza saperne il motivo. Io che non ho mai preso uno schiaffone dai miei genitori ora dovrei trovare eccitante di trovarmi stampato sul culo il segno di una fibbia? Rido di amarezza, non per me ma per lui. Una testa tanto intelligente, un corpo talmente bello&#8230;nessuna anima, nessun cuore, nessuna capacità di essere semplicemente passionale o tradizionalmente un trombeur de femmes. Il Prof. è il motivo per cui sono convinta che la mia vita da sola sarebbe più felice che con qualcuno. Quest&#8217;uomo, incapace di viversi una donna in modo davvero intimo, ha bisogno di organizzarsi le sue fantasie a tavolino. Sono basita. Lo lascio in sospeso dichiarandomi molto impegnata al momento, ma lui sembra tanto fiducioso. Così come è fiducioso il mio &#8220;consulente di pratiche sessuali&#8221; che si raccomanda prima di tutto di stabilire la parola d&#8217;ordine per dare lo &#8220;stop&#8221; al gioco. Ricordo quella sera in cui la lobby gay mi consigliò di darmi al sadomaso. Sti cazzo di gay sono pure veggenti! Poi penso al mio incarnato bianco ceramica, alla mia pelle sensibilissima, al mio sedere marchiato da un livido a forma di fibia. Non mi starebbe bene per niente. Mi ricordo così il terzo proverbio nel quale credo molto. Meglio soli che male accompagnati. </span></span></span></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.anticameradelcervello.net/?p=2402" target="_blank"><img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.anticameradelcervello.net/?p=2402" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>VIGNETTE EOLICHE</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 13:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vignette di Fabio Nocchi]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/06/le-vignette.jpg" width="150" height="100" alt="" title="Vignette di Fabio Nocchi" /><br/>


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			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/06/le-vignette.jpg" width="150" height="100" alt="" title="Vignette di Fabio Nocchi" /><br/><p><a rel="attachment wp-att-2374" href="http://www.anticameradelcervello.net/?attachment_id=2374"><a rel="attachment wp-att-2375" href="http://www.anticameradelcervello.net/?attachment_id=2375"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2375" title="eolico" src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2010/08/eolico-150x150.jpg" alt="eolico" width="150" height="150" /></a><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2374" title="CESARE copia" src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2010/08/CESARE-copia-150x150.jpg" alt="CESARE copia" width="150" height="150" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2376" href="http://www.anticameradelcervello.net/?attachment_id=2376"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2376" title="ONU copia" src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2010/08/ONU-copia-150x150.jpg" alt="ONU copia" width="150" height="150" /></a><a rel="attachment wp-att-2377" href="http://www.anticameradelcervello.net/?attachment_id=2377"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2377" title="tappo Copia" src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2010/08/tappo-Copia-150x150.jpg" alt="tappo Copia" width="150" height="150" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2378" href="http://www.anticameradelcervello.net/?attachment_id=2378"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2378" title="vacanze copia" src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2010/08/vacanze-copia-150x150.jpg" alt="vacanze copia" width="150" height="150" /></a></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.anticameradelcervello.net/?p=2379" target="_blank"><img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.anticameradelcervello.net/?p=2379" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>MALU MALU MALU &#8211; DODICI</title>
		<link>http://www.anticameradelcervello.net/?p=2371</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 14:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi del Signor Denei]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/09/viaggi.jpg" width="150" height="100" alt="" title="Viaggi del Signor Denei" /><br/>
 
Diario di viaggio del viaggio di nozze in Sri Lanka e Maldive
14 giugno 2003 &#8211; sabato &#8211; bellissimo &#8211; dodicesimo giorno &#8211; Holiday Island (Dhiffushi)
Dolcefarniente
Oggi, giornata di assoluto riposo, ho fatto il bucato. Così eviteremo di portare dei cadaveri a casa. Dopo la colazione ho fatto un lungo e prudente bagno. Dico prudente perché, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/09/viaggi.jpg" width="150" height="100" alt="" title="Viaggi del Signor Denei" /><br/><div class="MsoNormal" style="font-size: 26pt; font-family: Arial;"><a rel="attachment wp-att-525" href="http://www.anticameradelcervello.net/?attachment_id=525"><img class="alignnone size-full wp-image-525" title="viaggi" src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/09/viaggi.jpg" alt="viaggi" width="150" height="100" /></a></div>
<div class="MsoNormal"><strong><span style="font-size: 26pt; font-family: Arial;"><span style="color: #0000ff;"> </span></span></strong></div>
<p><span style="font-size: 16pt; font-family: Impact;"><span style="color: #ff0000;">Diario di viaggio del viaggio di nozze in Sri Lanka e Maldive</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><span style="color: #0000ff;"><strong>14 giugno 2003 &#8211; sabato &#8211; bellissimo &#8211; dodicesimo giorno &#8211; Holiday Island (Dhiffushi)</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Dolcefarniente<br />
</strong>Oggi, giornata di assoluto riposo, ho fatto il bucato. Così eviteremo di portare dei cadaveri a casa. Dopo la colazione ho fatto un lungo e prudente bagno. Dico prudente perché, anche se ci protegge la barriera corallina, l’Oceano Indiano è tristemente famoso per il suo squalo tigre (senza menzionare gli altri…). Oggi, comunque, c’è un’eccezionale bassa marea quindi, nella peggiore delle ipotesi, si vedrebbe la pinna. Gli animatori del villaggio attualmente sembrano tranquilli. Di tanto in tanto, passano in spiaggia come venditori di collanine e ti fanno domande di cultura generale. La Cicciariccia, mentre se ne stava sul lettino a prendere il sole, ha totalizzato trenta punti.<span id="more-2371"></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Lamentele</strong><br />
Poco fa, ho avuto un piccolo spavento che, per circa un’ora, mi ha inibito la masticazione. Cercando di entrare nella casetta, mi sono accorto che la chiave non entrava più. Non capivo il perché, così ho insistito. Ad un certo punto la porta s’è spalancata di colpo e m’è apparsa la faccia cattiva del maledetto cameriere. Era venuto a farmi il letto. Piuttosto di lasciare la mancia a lui, mi do in pasto agli squali. Come se non bastasse lo spavento, ecco la beffa: nel pranzo di oggi, come secondo, ancora sgombri. Quei maledetti e stopposi pesci che di sera vediamo nuotare sotto il pontile.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Leggi del mare</strong><br />
Pomeriggio, ancora mare. La marea è alta, quindi approfittiamo per fare una passeggiata con l’acqua al livello dell’ombellico alla ricerca di pesci tropicali. Appena ci allontaniamo dalla riva, lo segnalo a Cicciariccia che protesta, dicendo che sono paranoico. Così, per una buona mezz’ora, sono rimasto in acqua senza fiatare. Il rischio-squalo è sempre alto ma, d’altro canto, se si sfida il mare, se ne devono accettare le dure leggi. Per il resto si è trattato di un pomeriggio riposante. Bagni, docce, raccolta uova di riccio di mare per farne un braccialetto, ed altre attività ludiche. Prima di cena, tutti dalla dottoressa Franco Scoglio per il rituale controllo della temperatura. Ancora niente. Un bel 36.5 per Cicciariccia e un simpatico 36.4 per me. Si va a cena.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Cena maldiviana</strong><br />
Poiché questa era una serata a tema e, nella fattispecie, maldiviana, per far contenti non so chi, mi sono dovuto mettere il pareo al posto dei pantaloni. Il pareo, per chi non lo sapesse, è una gonna che ho già usato in Sri Lanka. Questa volta, il drappo che mi causò imbarazzo e dispiaceri non era disponibile, così ne ho provato un altro lungo e dignitoso. Purtroppo, però, era così stretto che mi permetteva di fare solo il passo della formica. Così ho dovuto ripiegare su una vertiginosa minigonna. All’ingresso in sala mensa gli sguardi indiscreti erano tutti su di me. Non pensavo che in questo villaggio vi fossero simili depravati! Comunque, adesso sono stufo. Mai più una gonna così corta che poi, senza un po’ di tacco, mi fa il culo basso.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Rumori familiari</strong><br />
Dopo intere giornate dedicate al nuoto e alle camminate, si dorme che è una meraviglia. Il boato dell’oceano che s’infrange nella barriera corallina è quasi una ninna nanna.<br />
Ho sentito molti lamentarsi di questo rumore ma io non mi sono unito al coro. Sono nato e vivo in un appartamento a fianco dell’A7 e, grazie a questo martellamento, mi sento un po’ a casa.</span></p>
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		<title>BARBARELLE VA IN VACANZA&#8230; COL CERVELLO</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 16:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbarelle</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ero una Brava Ragazza]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/11/brava.jpg" width="150" height="100" alt="" title="Ero una Brava Ragazza" /><br/>
A Latina siamo tutti zii. In una comitiva di tredici persone solo due piccole famiglie si sono formate e i due &#8220;cuccioli&#8221;, Gabriele e Sofia, sono i nipoti acquisiti degli otto single. &#8220;Che c&#8217;è a zia?&#8221; &#8220;Guarda che  t&#8217;ha portato zio&#8230;&#8221;. Per i genitori tutta questa comitiva di instancabili vuol dire baby sitting al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/11/brava.jpg" width="150" height="100" alt="" title="Ero una Brava Ragazza" /><br/><p><a rel="attachment wp-att-1136" href="http://www.anticameradelcervello.net/?attachment_id=1136"><img title="brava" src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/11/brava.jpg" alt="brava" width="150" height="100" /></a><br />
<span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Verdana;"><strong>A Latina siamo tutti zii. </strong>In una comitiva di tredici persone solo due piccole famiglie si sono formate e i due &#8220;cuccioli&#8221;, Gabriele e Sofia, sono i nipoti acquisiti degli otto single. &#8220;Che c&#8217;è a zia?&#8221; &#8220;Guarda che  t&#8217;ha portato zio&#8230;&#8221;. Per i genitori tutta questa comitiva di instancabili vuol dire baby sitting al ristorante, manodopera gratuita al mare, in pratica un po&#8217; di riposo. Per i bambini invece tanti zii sono l&#8217;equivalente di giochi nuovi, carezzine, giri in aeroplano e tutto quello che la fantasia ispira.<span id="more-2368"></span><br />
<span style="color: #000000;">O</span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">v</span>viamente gli zii acquisiti tornano a casa svuotati di energie e soldi, ma a posto con la coscienza di single. Nonostante gli eventi della vita avremmo potuto essere dei bravi genitori, affettuosi, attenti&#8230; Fino a che i nipotini non cresceranno a sufficienza per essere detestabili, fino a che non ci  faranno cambiare idea sull&#8217;essere genitori, avremmo tempo di goderci la  singlitudine mentre con molta calma ci impegneremo a trovare l&#8217;anima gemella. Certo il tempo passa e bisognerà cercare una fidanzata sotto i 35 o tentare l&#8217;inseminazione artificiale e l&#8217;utero in affitto&#8230; sempre che morte non ci colga prima.<br />
Nel frattempo  diminuiscono sensibilmente le sigarette e il vino, ci ritroviamo tutti attenti all&#8217;alimentazione, alla pelle, al sonno, al riposo. Ci avviciniamo ai 40 e all&#8217;improvviso ci viene da pensare che &#8217;sto corpo va tenuto in considerazione. Così mentre testiamo coi bambini la nostra pazienza, fantasia ed attitudini genitoriali, le mamme e i papà dei nostri nipotini ci guardano invidiosi della nostra libertà emotiva. Cominciano a sospettare di aver fatto la più grande cazzata della loro vita, si guardano allo specchio ricordando i bei tempi andati e si vedono sfatti ed esauriti incapaci di gestire il panico totale della vita in famiglia.  Ci guardano e pensano a come siamo ancora giovani e riposati, a come siamo fortunati a non sapere. Noi volendo possiamo fare l&#8217;alba, alzarci al pomeriggio, pranzare a pane e pop corn, potremmo scappare da un momento all&#8217;altro e perderci dentro a un sogno qualunque&#8230;Solo che alla fine siamo sempre qui: &#8220;Lo dai un bacetto a zia?&#8221;<br />
</span> <span style="color: #888888;"><br />
</span></span></span></p>
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		<title>MALU MALU MALU &#8211; UNDICI</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 07:07:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi del Signor Denei]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/09/viaggi.jpg" width="150" height="100" alt="" title="Viaggi del Signor Denei" /><br/>
 
Diario di viaggio del viaggio di nozze in Sri Lanka e Maldive
13 giugno 2003 &#8211; venerdì &#8211; monsoni e sole -   undicesimo giorno  &#8211; Dhiffushi-Fenfhushi
All’isola, nonostante tutto
Il mare coi monsoni è come un film in bianco e nero visto alla tivù. E’ poco moderno insomma, per farla breve, piove e, come se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/09/viaggi.jpg" width="150" height="100" alt="" title="Viaggi del Signor Denei" /><br/><div class="MsoNormal" style="font-size: 26pt; font-family: Arial;"><a rel="attachment wp-att-525" href="http://www.anticameradelcervello.net/?attachment_id=525"><img class="alignnone size-full wp-image-525" title="viaggi" src="http://www.anticameradelcervello.net/wp-content/uploads/2009/09/viaggi.jpg" alt="viaggi" width="150" height="100" /></a></div>
<div class="MsoNormal"><strong><span style="font-size: 26pt; font-family: Arial;"><span style="color: #0000ff;"> </span></span></strong></div>
<p><span style="font-size: 16pt; font-family: Impact;"><span style="color: #ff0000;">Diario di viaggio del viaggio di nozze in Sri Lanka e Maldive</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><span style="color: #0000ff;"><strong>13 giugno 2003 &#8211; venerdì &#8211; monsoni e sole -   undicesimo giorno  &#8211; Dhiffushi-Fenfhushi</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>All’isola, nonostante tutto</strong><br />
Il mare coi monsoni è come un film in bianco e nero visto alla tivù. E’ poco moderno insomma, per farla breve, piove e, come se ciò non bastasse, Laura ha mal di pancia. Delle due infermiere, una è rimasta con noi: è Laura di Luca di Milano. Nel caso di Laura col mal di pancia (che da ora in poi, un po’ per comodità, un po’ per l’ulteriore arricciamento dei capelli, chiamerò Cicciariccia), credo che<br />
l’infermiera di Milano possa far ben poco. In primis si tratta di un male mensile, in secundis, la nostra amica paramedico è specializzata in abrasioni da caduta a bordi di piscine o fogne.<span id="more-2359"></span><br />
Vista la fitta pioggia, sembrava che la gita all’isola deserta più escursione in quella dei pescatori (65 dollari a persona) dovesse saltare. Poi però l’organizzatrice, messasi in contatto con l’isola deserta, ha ricevuto la notizia che là il tempo è bello. A parte il fatto che sarebbe stato un peccato veder andare a monte questa bella gita sul mare, non riuscivo ad immaginare la Venta Club che rinuncia a sessantacinque dollari moltiplicato trenta (il numero dei partecipanti). E così si va, nonostante i nuvoloni e la pioggia, nonostante il mare agitato. Si va! Laggiù, sull’isola deserta, qualcuno dice che è bel tempo. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Anisetta nera</strong><br />
Siamo al largo a bordo del doni, la tipica barca maldiviana a motore. E’ pilotata da un indigeno che porta l’imbarcazione in modo molto singolare. Il timone lo tiene tra le gambe, o meglio, il prolungamento di quest’ultimo va cavalcato. Poi, il pilota muove il bacino secondo la direzione che preferisce. Il mare è molto agitato anzi, molto mosso con moto ondoso in aumento. Sul doni ci sono i salvagente ma, se un’onda più forte spaccasse la barca, per noi, non ci sarebbe scampo. Oltre la barriera corallina, come ben so, è Oceano Indiano che, come tutti sanno, è infestato da squali di ogni misura.<br />
Altro che varani, qui ci sono gli squali! Insomma, come cita il detto nostalgico: si stava meglio quando si stava peggio.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Eccoci all’isola</strong><br />
Dopo un’ora di navigazione tra onde e pescecani, siamo sull’isola.<br />
Non ero mai stato su un’isola deserta e nemmeno stavolta accadrà. Qui siamo in trenta senza contare la ciurma e il capitano del doni. Fanno tutti un chiasso da stadio ma, d’altronde, sono italiani e posso capirli. Sulla spiaggia bianca come la neve sono tutti organizzati a puntino. Hanno maschere, pinne, macchine fotografiche subacquee. Tutti s’immergono e riemergono eccitatissimi e indicano i punti dove c’è qualcosa da vedere. Io, che del nuoto sono poco pratico, vado avanti fino a che l’acqua non mi ha coperto l’ombellico, guardo i colori che sfumano all’orizzonte e piscio. La pipì è biodegradabile al cento per cento e il mare ne ha tanto bisogno. Del resto, anche mio suocero, interpellato a tal proposito, direbbe: “Sì, lo facciamo anche a Multedo!”</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Qui si mangia e si beve!</strong><br />
Con Cicciariccia abbiamo fatto l’intero giro dell’isola; la nostra specialità. E’ rotonda ma sporca. Piena di bottigliette di vetro, bottiglie di plastica e bicchieri. Un’isola infestata dai bevitori. Pranzando sotto gli alberi esotici, abbiamo conosciuto una coppia di simpatici anziani che ancora amano viaggiare. Dei due, mi ha colpito la signora che, come me, fa il diario. Mi consolo. Bagno dopo mangiato? Sì! Dopo aver assunto cibo a gogò, mi sono immerso nelle acque a gluglù. E’ la prima volta che faccio il bagno dopo mangiato senza aspettare le canoniche quattro ore. Se viene a saperlo mia madre non mi lascia più uscire.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Pesca e divorzi</strong><br />
Ma eccoci giunti a Fenfhushi, l’isola dei pescatori. Ottocento anime felici, lontane da stress, guerre e pubblicità. Francesca, la nostra guida del Venta Club, s’è raccomandata di non dare caramelle ai bambini perché nell’isola non ci sono dentisti. Molte delle case di questo villaggio sono costruite con il corallo. Oggi, però, anche i maldiviani usano mattoni e cemento perché la raccolta del prezioso materiale è proibita (lo abbiamo saccheggiato noi occidentali per secoli, adesso la colpa è loro perché ci facevano le case…). Camminando per il villaggio, Francesca ci regala curiosità: le Maldive sono lo stato più pianeggiante del mondo. Nessuno di loro sa cosa sia una bicicletta col cambio multicorona.  Un altro fatto singolare è che, quello maldiviano, è lo stato col maggior numero di divorzi. Chi vuol annullare il matrimonio, deve andare davanti al capo del villaggio e dire rivolto all’altro coniuge la frase: “Io ti ripudio, io ti ripudio, io ti ripudio e chi s’è visto s’è visto!” Questa è la formula. Per quanto riguarda l’istruzione, abbiamo saputo che è facoltativa, ossia, a scuola ci va chi vuole. Questo toglie ai ragazzi il bel gusto di marinare.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Turismo</strong><br />
Nell’isola ci sono molti bambini ai quali regaliamo i pennarelli che ci siamo portati da Genova.<br />
I maldiviani vivono di pesca e agricoltura ma, negli ultimi anni, sono molto dediti al turismo. E’ anche per questo che, i piccoli, hanno i pennarelli che gli escono dalle orecchie. Non sono pochi poi i negozi che vendono souvenir, magliette e cartoline. Latterie zero. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>A casetta</strong><br />
Si torna verso l’Holiday Island. Sembriamo quelli della Compagnia delle Indie. Appena saremo all’isola, ci faremo una bella doccia e metteremo l’abito buono per andare dalla dottoressa. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Sgombri e camerieri</strong><br />
Cena. Si mangia bene ma il piatto forte non è certo il pesce. L’unico pesce che ho visto stasera nel buffet, è una specie di sgombro bollito. Non cattivo ma un po’ stopposo.<br />
Terza visita dei camerieri che ci hanno rifatto il letto. Purtroppo, in quest’isola, non esiste la libertà di avere il letto sfatto. Domani, sotto le lenzuola, metterò un pesce morto. Voglio un po’ vedere se poi si lamentano. Io, nel mio giaciglio, ci metto quello che mi pare. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;"><strong>Le regole</strong><br />
Serata trascorsa a vedere il mondo ittico passare sotto il pontile. Stavolta abbiamo pure visto una razza enorme (credo si tratti del malefico pesce aquila), e tanti altri abitanti di questo paradiso ai quali abbiamo buttato il pane. Sarebbe vietato buttare il pane ai pesci ma, in questo villaggio, ci sono tante di quelle regole da rispettare (non toccare i coralli, non prendere la sabbia, non portare frutta in camera…) che sembra d’essere in collegio.</span></p>
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