Diario di viaggio del viaggio di nozze in Sri Lanka e Maldive
12 giugno 2003 – giovedì – monsoni e sole – decimo giorno – Holiday Island (Dhiffushi)
Primo giorno tutto intero
Ore sei e zero-zero. Sveglia naturale. Qui all’equatore alle sei del mattino è giorno e, alle sei di sera, è notte. Senza svegliette e senza aiutino, ci siamo alzati. La consapevolezza d’essere in paradiso è più forte di ogni comodo letto. Così, per la prima volta nella nostra vita, alle sei e quindici eravamo già
immersi nel mare. Senza lavare facce, senza colazioni o altro. Acqua quasi calda. Tropicale.
Laura ha voluto la sedia a sdraio vicinissima al mare così, anche se la seggiola pesa tantissimo, l’abbiamo trasportata e sistemata in fretta per evitare l’intervento dei camerieri che, poi, pretendono sempre forti mance.
Dopo il bagno e la colazione (anche qui col buffet non si scherza), ci siamo fatti un bel giro dell’isola a piedi. Partendo dalla nostra casetta, in quaranta minuti di passeggio, ci si ritrova ancora alla casetta. Da questo si capisce che l’isola è rotonda. Intorno a noi solo un bellissimo e azzurro mare. Guardando con maggior attenzione la parte interna dell’isoletta, si nota l’artificialità del luogo. Bene ordinato, ben tenuto con stradine in cemento ma, ripeto, un po’ contraffatto.
Camerieri scatenati
Al nostro rientro mi sono accorto che ci hanno riordinato la stanza. Ieri l’avevano rifatta due volte. Che insistenza! Verso le dieci e mezza ci siamo incontrati con le altre due coppie (Luca e Betta più Luca e Laura) e, con loro, abbiamo fatto altri bagni. Anche se è nuvoloso, il sole può far molto male. Per fortuna ho portato la crema protezione 30.
Il rischio c’è
Roberta, la responsabile degli animatori, dice di avermi già visto ma non sa dove. Mi ha fatto un po’ di domande ma io sono andato bene. Forse assomiglio a qualcuno che gli deve dei soldi ma, se scopre che sono un cabarettista, c’è il rischio che mi faccia lavorare gratis.
Le nubi si fanno minacciose e, mentre le ragazze fanno esercizi di aerobica d’acqua, il cielo diventa nero all’orizzonte. Il capo-villaggio, una faccia da scemo che consola, ci ha garantito che non pioverà.
Pioggia fortissima
Dopo dieci minuti di incessanti rovesci, io e la mia ex fidanzata ci siamo guardati negli occhi ed abbiamo deciso: si fa il bagno sotto il nubifragio! Mio suocero direbbe: “Lo facciamo anche a Multedo”.
Holiday Island
Girando e curiosando, ho scoperto che l’isola si chiama Holiday Island che, in italiano significa Festosa Islanda. Forse, ma è solo una mia congettura, l’hanno chiamata così perché volevano risparmiare sull’aria condizionata.
Superquark
Ancora un bagno, questa volta con maschere e boccagli. Grazie a Luca, ma anche all’altro Luca, abbiamo potuto vedere le murene. Questa specie di pesce sta volentieri vicino ai piccoli coralli. Pare che lì ci sia più cibo. L’animale più simpatico di tutti è il paguro. Sull’isola puoi contarne a centinaia. Il paguro vive e si sposta dentro alla conchiglia che conquista mangiando il proprietario (come fa l’ICI); poi va in giro per la spiaggia movendosi diagonalmente come fanno i granchi. Anche il granchio è un animale che s’incontra sovente.
Escursioni? Sì
Mentre eravamo in spiaggia ad asciugare i nostri corpi, è arrivata un’animatrice che ci ha proposto uno Snorkeling per Domenica mattina. E dire che, una volta, di Domenica mattina andavo a Messa…
Intanto, per domani, abbiamo prenotato una gita per tutti e sei. In barca, spero a motore, andremo a visitare un’isola deserta e, dopo, una abitata dai pescatori maldiviani.
Oggi, tra un bagno e l’altro, non abbiamo fatto niente o quasi. Che bello!
Adesso sono le sette e si va, come ieri, in ambulatorio.
Visita medica
Niente febbre per fortuna. Dalla Dottoressa Franco Scoglio si va sempre con il fiato sospeso. Se c’è febbre si rischia l’espulsione. Laura aveva 36.8 mentre io un buon 36.6. Meno male perché, stasera, un po’ di febbriciattola me la sentivo.
Al nostro ritorno in casetta, abbiamo scoperto che ci hanno fatto ancora la camera. Li temo.
Ottima cena
Spaghettini al pomodoro fresco ed altre cose buone. Ottimi i dolci. Dalla prelibatezza dei cibi di stasera si capisce che il capo-cuoco ha fatto delle buone ferie. Nonostante questo, sono un pochino deluso. In effetti speravo in una cucina un po’ meno “all’italiana” e, soprattutto, con maggior varietà di pesce. Anche Luca di Treviso la pensa così anzi, lui s’è sposato ed è venuto fin qui, solo per mangiare il pesce.
Stramaledetti camerieri
Terza visita del cameriere nella nostra stanza. Ha rifatto il letto perché era leggermente stropicciato. Inoltre è andato via mettendo il condizionatore su venti gradi. Meno male che, subito dopo la cena, ho avuto la necessità di rientrare. Così ho riposizionato il tasto del freddo su trenta.
Makanà
Gli animali delle Maldive sono belli ma, spesso e volentieri, mi causano traumi. Stasera, nella veranda del bar, ho notato un bellissimo uccello di legno. Ho esclamato: “Da quanto è bello, sembra vero!” Poi, mentre mi avvicinavo per toccalo, s’è mosso e mi ha quasi morso. Era autentico! Uno stramaledetto airone maldiviano il cui nome corrisponde a Makanà, orfano di caccia. Il volatile pare arrivi ogni sera per scroccare un po’ di pesce ai camerieri del villaggio.
La serata l’abbiamo portata a termine sul pontile. Tutti e sei a guardar nuotare i pesci. Come i pensionati. Beh, d’altro canto siamo a pensione completa. Domani però si va in gita, come fanno i giovani.













