
Nell’età dell’adolescenza viviamo come viene, condividendoci con gli altri senza troppo controllo. Poi, in questa vita che scorre fluida e scorrevole, troviamo all’improvviso l’ostacolo che ci sbarra il cammino e d’un tratto realizziamo di esserci persi. Non siamo più convinti della strada che abbiamo preso, delle persone a cui abbiamo affidato i nostri pensieri. Non siamo più certi nemmeno di essere quello che credevamo di essere. All’improvviso dunque, rimettendo tutto in discussione, affaticandoci dietro alle nuove sfide della maturità e al nostro misterioso essere, scopriamo quanto sia difficile relazionarsi, scegliersi, accontentarsi, divertirsi e soprattutto volersi bene. Più ci sembra vicina la meta dell’equilibrio del nostro spirito più le fragilità altrui ci diventano insopportabili. Inaccettabile scoprire che ci sia chi sta ancora vivendo per inerzia o altri che invece hanno rifiutato il confronto con se stessi e decidono di mettersi in gioco seguendo solo i personali chiari di luna. Eppure ogni tanto, mano sulla coscienza, viene voglia di sbarazzarsi di alcuni preconcetti, di combattere l’istinto che ci fa stare alla larga da certi soggetti, di non essere rigidi in schemi precostituiti. L’esperienza non è tutto nella vita. Se centinaia di uomini coi quali siamo venute a contatto si sono dimostrati dei perfetti indegni esseri umani non è certo il caso di fare di tutta l’erba un fascio. Essere arrivate al punto da riuscire a stabilire il valore di un uomo in base a minuscoli dettagli non è certo un’abilità, ma una gabbia in cui ci si autoconfina sperando nascostamente che qualcuno prima o poi scardini le serrature e ci porti via, in groppa ad un cavallo bianco, vestito d’azzurro…etc etc.
Così se un uomo si manifesta nel suo essere pessimista e lamentoso non è detto che non sia poi capace di reagire alle salite della vita, non è detto che aspetti solo che il destino gli risolva le questioni di lavoro, di casa e di amore. Non è per niente detto, ma è quasi scentificamente appurabile. E’ come mangiare una ciliegIa e scommettere che non ci sia dentro il nocciolo.
Allo stesso modo potete scommettere che se un maschio diventerà il vostro accompagnatore ufficiale senza avervi mai fatto la corte, ma perché voi avete preso in mano la situazione, quello stesso uomo, con la stessa facilità finirà tra le braccia della prima donna forte e decisa a tenerselo tutto per sè. Non è probabile, è sicuro al 100%. Così come è certo che l’acqua bagna.
Potremmo avere qualche dubbio nei casi di “uomini sposati”. Potremmo davvero sentirci sicuri che in mezzo a tanta gente che ha avuto fretta di mettere su famiglia non ci sia qualcuno che sappia organizzarsi tra moglie, figli ed amante? Le sottocategorie dell’uomo sposato però restano indiscutibili. L’uomo anellato lo si trova disponibile in alcune varianti. Il preverso, che sfoga sull’amante le fantasie che la moglie non asseconda. Il disperato, che cerca solo un buco purchèssia. Il malato, che colleziona femmine. Il triste, che cerca di rivendicare il suo posto nel mondo e infine il sognatore, che si propone con fronzoli romantici ma non poi alla fine non viene mai al sodo trincerandosi dietro un “se ti bacio non ti lascio più”.
Secondo il preconcetto però, tutti, alti, bassi, belli, brutti, freschi di nozze o già al 15esimo anniversario, tutti, nessuno escluso, sarebbero campioni “dell’imprevisto”. Così cercando di rimettere in discussione la tua stessa teoria trovi uno sposato e decidi di dargli una possibilità. Bastano poche conversazioni telefoniche, minime email e lo scambio delle foto e si decide chè giunta l’ora dell’ammore. Quando l’anellato decide di averti, da subito rilascia dichiarazioni impegnative: “Vivo ad Alessandria ma vengo spesso a Milano per lavoro” eppure chissà come mai quando si tratta di incontrarsi, l’anellato ha bisogno che tu prenda un treno e lo incontri a metà strada in una località sperduta che richiede almeno 2 cambi, 1 ora e 45 di viaggio e 50 euro sola andata e soprattutto dove nel primo pomeriggio sono previsti 50 gradi all’ombra. Lui nel caso, sarebbe appettibile, forse meriterebbe il viaggio e la spesa, e il caldo e l’odore di polvere stagnata del treno. Ma no, ti rispondi, no! Lui è sposato, finirete in un triste motel a cercare di fingere erotismo nascondendo l’imbarazzo. E se poi puzza? Tutta sta fatica per uno che puzza?
Travolta dai dubbi assisti al duello tra le due donne che vivono in te: quella che crede nell’esistenza degli ufo e quella che guarda voyager per farsi due risate. Sarebbe ora di uscire e raggiungere la stazione ed ecco: ogni incertezza si scioglie al sole, spazzata via da un sms. E’ lui che dipana i dubbi e ferma le duellanti. Lui scrive:”Sono ancora a Torino, spero di non fare tardi”. Alla richiesta di maggiori certezze lui promette di chiamare nel giro di mezz’ora ma poi scompare fino al successivo giovedì, quando torna a cercarti come se nulla fosse. Lui ha paura che non ti renderai disponibile ad un altro incontro fuori sede e allora promette di raggiungerti al più presto, di dedicarti un’intera giornata del suo tempo, promette i castelli tra le nuvole, la passione tra le lenzuola, la colazione a letto e tutto il resto. E’ preso da un vortice emozionale che non riesce a tenere a freno, un vortice nel quale vuole trascinarti a tutti i costi. E tu cerchi di lasciarti andare. Immagini di prendere un giorno di ferie, svegliarti titillata dall’emozione e prepararti al grande incontro. Immagini di aspettarlo lasciva sdraiata sul letto e di rimanere sul letto per le ore successive tentando invano di sbollire dall’incazzatura, alla fine, di non averlo visto arrivare. “Mi dispiace, non ho così tanto tempo da perdere”, rispondi ai suoi messaggi, e lui povero si offende. Gli uomini sposati sono campioni “dell’imprevisto” ci potete mettere la mano sul fuoco e nemmeno l’ottimismo e la leggerezza del vivere vi faranno sentire quel caldo meno insopportabile.












