
Domenica sera. Ore 21. Milano. Pieno centro storico. All’improvviso piccoli gruppetti di persone si voltano, guardano tutti nella stessa direzione, infilano le mani nelle tasche, tirano fuori i cellulari e scattano foto.
Fotografano una Ferrari 430 rossa che, a moderata velocità, si muove per le strette vie della moda. Dentro c’è un 40enne dai denti rifatti, al suo fianco la sottoscritta che saluta gli improvvisati fotografi facendo ciao con la mano in stile regina.
Come ci sono finita? Bhe, quale donna non sogna un ferrarista? Lui , poi, rispetta tutti i clichè. Dopo avermi dato appuntamento alle 20 in piazzale Loreto, si ricorda di avvertirmi del suo ritardo quando sono le 20.07. L’appuntamento viene posticipato di 20 minuti, ma l’uomo dei sogni si presenta alle 21. Non sotto casa, che la strada è stretta, ma in una via larga e nascosta. Il primo commento del ferrarista è che ti “sei conciata come una stracciona”. Lui, camicia bianca aperta due bottoni di troppo, collanina d’oro con crocifisso, faccia rossa da lampada fallita e denti rifatti e male…si permette di dirmi che sono una stracciona. Continua anche a ripetere che “però sei simpatica”, come a dire “nonostante tutto”. Non è la prima volta che usano per me un “nonostante tutto” e dato che non ho mai fatto la selezione agli uomini come se fossero Mister Italia, mi sarei anche rotta il cazzo di farmi insultare a gratis. Vorrei tenergli testa rinfacciandogli la sua intera esistenza ma siccome in realtà “tutto denti” è davvero il burino rifatto che tutti immaginiamo a bordo di una testa rossa, c’è poco da fare. Mastica la gomma a bocca aperta e continua a parlare come un deficente che fa la sua stessa caricatura. La conversazione è davvero faticosa, l’unico divertimento sono i flash delle macchine fotografiche e le faccie perplesse di quelli che cercano di capire chi possa mai essere quella rossa nel testa rossa. Le espressioni più belle sono di quelli che buttano l’occhio nell’abitacolo e si accorgono che la sottoscritta non indossa un vestito iper scollacciato, ma ha dei banalissimi pantaloni di lino e un’oscena maglietta blu. Non essendo il troione che si aspettano mi guardano con sospetto. Forse sono solo una che ha affittato auto e autista per darsi un tono. Sono talmente fuori luogo da sentirmi completamente a mio agio. Ovviamente è chiaro che l’unico motivo per cui hai deciso di salire su quella macchinetta è per curiosità sociale. Quale altra migliore occasione per indagare la vita di un immobiliarista milanese? Infatti solo girando su una “rossa” si può scoprire che l’uomo “tutto denti”, gira in Ferrari per meglio conquistarsi i clienti, che i suoi amici lo aspettano in Corso Como, ma se si ritrova ad uscire con una ragazza normale, dunque non abbastanza elegante come è il mio caso, la porta a passeggiare a Brera, che tra maghe e zingare indovine si passa sempre inosservati. Il ferrarista è davvero un uomo fuori dal comune. Trash al punto giusto, maleducato quanto basta per far cadere ogni donna ai suoi piedi. Sfinita dai sorrisi tesi, la mano a conchiglia e tutti quei flash, mi faccio riportare a casa ed ecco che ancora una volta devo affrontare il momento più triste della serata. Il ferrarista mi riporta al punto di partenza e mi dice “non scomparire, fatti sentire”. E’ paradossale il bisogno che hanno gli uomini di “confortare” la povera donna che “nonostante tutto è tanto simpatica”. Che bisogno c’è di inventarsi un futuro? Ma soprattutto qualcuno ha forse manifestato irrefrenabile il desiderio di rivedere quest’uomo dai denti falsi? Il “nonostante tutto” mi segue fino al lunedì mattina in ufficio. Si parla di colleghe in dolce attesa. Il responabile del commerciale, distratto, chiede se per sono io quella incinta. “Nooooo”risponde qualcuno. Impossibile che io venga posseduta con fini riproduttivi. Mi nascondo dietro il grande monitor del computer cercando di tenere ferma la testa che gira da sabato notte. Da quando un aperitivo post matrimoniale si è trasformato in una gigantesca ubriacatura. Ho conosciuto un giornalista di Rolling stone, tre diversi uffici stampa di tre importanti case editrici, un dentista, un fotografo, un parrucchiere, un sindacalista, un cuoco, la sua fidanzata, una coppia di fidanzati miei vicini di casa e un simpatico barman. La metà di loro gira per Milano in bicicletta, gli altri, come me, scroccano passaggi, i rimanenti offrono passaggi. “Nonostante tutto”, sabato notte, non me lo ha detto nessuno. Sarà per quello che mi gira ancora la testa.












