Diario di viaggio del viaggio di nozze in Sri Lanka e Maldive
13 giugno 2003 – venerdì – monsoni e sole - undicesimo giorno – Dhiffushi-Fenfhushi
All’isola, nonostante tutto
Il mare coi monsoni è come un film in bianco e nero visto alla tivù. E’ poco moderno insomma, per farla breve, piove e, come se ciò non bastasse, Laura ha mal di pancia. Delle due infermiere, una è rimasta con noi: è Laura di Luca di Milano. Nel caso di Laura col mal di pancia (che da ora in poi, un po’ per comodità, un po’ per l’ulteriore arricciamento dei capelli, chiamerò Cicciariccia), credo che
l’infermiera di Milano possa far ben poco. In primis si tratta di un male mensile, in secundis, la nostra amica paramedico è specializzata in abrasioni da caduta a bordi di piscine o fogne.
Vista la fitta pioggia, sembrava che la gita all’isola deserta più escursione in quella dei pescatori (65 dollari a persona) dovesse saltare. Poi però l’organizzatrice, messasi in contatto con l’isola deserta, ha ricevuto la notizia che là il tempo è bello. A parte il fatto che sarebbe stato un peccato veder andare a monte questa bella gita sul mare, non riuscivo ad immaginare la Venta Club che rinuncia a sessantacinque dollari moltiplicato trenta (il numero dei partecipanti). E così si va, nonostante i nuvoloni e la pioggia, nonostante il mare agitato. Si va! Laggiù, sull’isola deserta, qualcuno dice che è bel tempo.
Anisetta nera
Siamo al largo a bordo del doni, la tipica barca maldiviana a motore. E’ pilotata da un indigeno che porta l’imbarcazione in modo molto singolare. Il timone lo tiene tra le gambe, o meglio, il prolungamento di quest’ultimo va cavalcato. Poi, il pilota muove il bacino secondo la direzione che preferisce. Il mare è molto agitato anzi, molto mosso con moto ondoso in aumento. Sul doni ci sono i salvagente ma, se un’onda più forte spaccasse la barca, per noi, non ci sarebbe scampo. Oltre la barriera corallina, come ben so, è Oceano Indiano che, come tutti sanno, è infestato da squali di ogni misura.
Altro che varani, qui ci sono gli squali! Insomma, come cita il detto nostalgico: si stava meglio quando si stava peggio.
Eccoci all’isola
Dopo un’ora di navigazione tra onde e pescecani, siamo sull’isola.
Non ero mai stato su un’isola deserta e nemmeno stavolta accadrà. Qui siamo in trenta senza contare la ciurma e il capitano del doni. Fanno tutti un chiasso da stadio ma, d’altronde, sono italiani e posso capirli. Sulla spiaggia bianca come la neve sono tutti organizzati a puntino. Hanno maschere, pinne, macchine fotografiche subacquee. Tutti s’immergono e riemergono eccitatissimi e indicano i punti dove c’è qualcosa da vedere. Io, che del nuoto sono poco pratico, vado avanti fino a che l’acqua non mi ha coperto l’ombellico, guardo i colori che sfumano all’orizzonte e piscio. La pipì è biodegradabile al cento per cento e il mare ne ha tanto bisogno. Del resto, anche mio suocero, interpellato a tal proposito, direbbe: “Sì, lo facciamo anche a Multedo!”
Qui si mangia e si beve!
Con Cicciariccia abbiamo fatto l’intero giro dell’isola; la nostra specialità. E’ rotonda ma sporca. Piena di bottigliette di vetro, bottiglie di plastica e bicchieri. Un’isola infestata dai bevitori. Pranzando sotto gli alberi esotici, abbiamo conosciuto una coppia di simpatici anziani che ancora amano viaggiare. Dei due, mi ha colpito la signora che, come me, fa il diario. Mi consolo. Bagno dopo mangiato? Sì! Dopo aver assunto cibo a gogò, mi sono immerso nelle acque a gluglù. E’ la prima volta che faccio il bagno dopo mangiato senza aspettare le canoniche quattro ore. Se viene a saperlo mia madre non mi lascia più uscire.
Pesca e divorzi
Ma eccoci giunti a Fenfhushi, l’isola dei pescatori. Ottocento anime felici, lontane da stress, guerre e pubblicità. Francesca, la nostra guida del Venta Club, s’è raccomandata di non dare caramelle ai bambini perché nell’isola non ci sono dentisti. Molte delle case di questo villaggio sono costruite con il corallo. Oggi, però, anche i maldiviani usano mattoni e cemento perché la raccolta del prezioso materiale è proibita (lo abbiamo saccheggiato noi occidentali per secoli, adesso la colpa è loro perché ci facevano le case…). Camminando per il villaggio, Francesca ci regala curiosità: le Maldive sono lo stato più pianeggiante del mondo. Nessuno di loro sa cosa sia una bicicletta col cambio multicorona. Un altro fatto singolare è che, quello maldiviano, è lo stato col maggior numero di divorzi. Chi vuol annullare il matrimonio, deve andare davanti al capo del villaggio e dire rivolto all’altro coniuge la frase: “Io ti ripudio, io ti ripudio, io ti ripudio e chi s’è visto s’è visto!” Questa è la formula. Per quanto riguarda l’istruzione, abbiamo saputo che è facoltativa, ossia, a scuola ci va chi vuole. Questo toglie ai ragazzi il bel gusto di marinare.
Turismo
Nell’isola ci sono molti bambini ai quali regaliamo i pennarelli che ci siamo portati da Genova.
I maldiviani vivono di pesca e agricoltura ma, negli ultimi anni, sono molto dediti al turismo. E’ anche per questo che, i piccoli, hanno i pennarelli che gli escono dalle orecchie. Non sono pochi poi i negozi che vendono souvenir, magliette e cartoline. Latterie zero.
A casetta
Si torna verso l’Holiday Island. Sembriamo quelli della Compagnia delle Indie. Appena saremo all’isola, ci faremo una bella doccia e metteremo l’abito buono per andare dalla dottoressa.
Sgombri e camerieri
Cena. Si mangia bene ma il piatto forte non è certo il pesce. L’unico pesce che ho visto stasera nel buffet, è una specie di sgombro bollito. Non cattivo ma un po’ stopposo.
Terza visita dei camerieri che ci hanno rifatto il letto. Purtroppo, in quest’isola, non esiste la libertà di avere il letto sfatto. Domani, sotto le lenzuola, metterò un pesce morto. Voglio un po’ vedere se poi si lamentano. Io, nel mio giaciglio, ci metto quello che mi pare.
Le regole
Serata trascorsa a vedere il mondo ittico passare sotto il pontile. Stavolta abbiamo pure visto una razza enorme (credo si tratti del malefico pesce aquila), e tanti altri abitanti di questo paradiso ai quali abbiamo buttato il pane. Sarebbe vietato buttare il pane ai pesci ma, in questo villaggio, ci sono tante di quelle regole da rispettare (non toccare i coralli, non prendere la sabbia, non portare frutta in camera…) che sembra d’essere in collegio.













