duccioDuccio Panzani – Nato a Lucca nel secolo scorso, da genitori dalle idee sbagliate, cresce sbagliato. Ciò lo condiziona profondamente portandolo alla ferma convinzione di dover fare il ricercatore universitario. Stranamente questo proposito si avvera. Lui continua a definirsi sbagliato ed a fare cose sbagliate. I ciottoli sono il suo ultimo sbaglio a cui dedica fino a 5 minuti del suo erroneo tempo libero per giorno. Se secondo voi il tempo da lui dedicato a questo è fin troppo, non rammaricatevi, che sbagli è normale. L’erronea perdita di tempo viene mensilmente premiata da il Vernacoliere, sempre che il suddetto non sbagli a spedire il materiale o intasi la casella di posta elettronica del Dottor Mario Cardinali.

fabio

Fabio Nocchi – Noto soprattutto per avere i malleoli e i pollici prensili, il Nocchi si destreggia con la stessa leggiadria tanto nella satira televisiva (Striscia la Notizia) quanto in quella stampata (il Vernacoliere). Nel frattempo coltiva le sue altre, innumerevoli passioni, come la musica, la gastrite e la forforomanzia (la lettura del futuro dall’apparentemente casuale disposizione della forfora sulle spalle degli individui). Alter ego del ben più noto e stimato Albert Myrogue, il Nocchi può vantare la conoscenza di più di quindici parole con la Elle, tra cui liposuzione e parallelepipedo. Purtroppo non può dedicare tutto il suo tempo alla creatività, perché, per vivere, il Nocchi è costretto a mangiare & bere (se non lo facesse schianterebbe fulminato), cosa che comunque accetta di buon grado.

carlo

Carlo Denei – Nato a Genova il 15 febbraio 1957. Dai diciotto anni ai ventitré anni dipinge. Una volta smessa la pittura si dedica, per ben ventiquattro mesi, alla pulizia dei pennelli. All’età di venticinque anni incomincia a modificare i testi di tutte le canzoni famose, da qui le prime denunce. A ventisei anni, gli fanno capire che, in fondo, è un bell’omino, così abbandona l’arte e diventa idraulico dilettante. A trent’anni si affaccia al cabaret, ma è troppo timido, così si sposa e fa un figlio sfacciato, sfrontato e risoluto. A trentun anni e tre mesi, frequenta un corso per calvi e perde i capelli. Nel frattempo, e cioè dai venti ai quarant’anni, l’uomo ha lavorato alla Sip in qualità di spia. Ma eccoci alla svolta: a trentanove anni Carlo Denei incomincia ad esibirsi con i Cavalli Marci nei teatri più importanti d’Italia mangiando bacche. In due edizioni di Ciro il figlio di Target, l’uomo ha modo di guadagnare quel tanto che basta per poter tornare sulla strada dell’alcolismo. Nel 2001 i Cavalli Marci scrivono e fanno un film: Come se fosse amore; è la sua grande occasione, potrebbe essere protagonista assoluto della pellicola ma, per una serie di sfortunate circostanze, viene relegato ad aiuto-comparsa. Poi, Dario Vergassola lo vede al Colorado Cafè e gli parla. Scopre che il suo amministratore ha imposto la ristrutturazione dello stabile dove abita così, per aiutarlo, lo scrittura per il programma comico del secolo: Buldozer. Allontanato per aver fatto un pezzo contro Berlusconi finisce nell’oblio, partecipa per fame a programmi televisivi dei quali si vergogna e poi, disperato, diventa autore. Dal 2004 è nel gruppo di Striscia la Notizia dove, appunto, fa l’autore sotto falso nome.

barbara Barbarelle - Nata e cresciuta a Latina. In patria ha mietuto successi nonostante facesse il saluto romano con la sinistra. Ora vive nella capitale morale ed ha come nuovo obiettivo di conquistare i residenti, pugliesi e siciliani, con il suo sarcasmo e l’ironia e di insegnare ai nordici come ci si incammina verso l’ufficio senza consumare calorie. Confida di farcela a voce e per iscritto.


max contemporaneoMax Greggio – ecco, a questo punto vi dovrei dire che Max è da sempre una colonna del Vernacoliere, quasi un secondo babbo, visto che per le pagine der Cardinali ha dato alla luce personaggi immortali come Budiùlik, La Nonna Bionica e Arvaro ‘l Laido, solo per citare i più noti. E poi, vi dovrei ricordare che Max è da sempre una colonna pure della satira televisiva, visto che ha firmato Drive In e, passando per i vari Odiens, Lupo Solitario e L’Araba Fenice, continua a firmare Striscia La Notizia. E ancora, dovrei riordarvi che Max collabora con Smemoranda e fa du’mila cose diverse, varie ed eventuali dalla radio al teatro, perché ci si diverte, e non è poco. Però, di sicuro, lo sapete già. Allora come si presenta uno come MAX GREGGIO, se non si vuole sfociare nell’agiografia servile? Intanto vi dico che sa tutto dei Beatles, e che sa rifare col solo ausiglio della bocca ogni riff, anche polifonico, da Love Me Do a Get Back. Poi che ci ha una cultura enciclopedica che secondo me se gioca a Trivial Pursuit fa il culo come una manica di cappotto anche al signor Pursuit in persona. E alla fine che, va detto, ci ha la testa fatta a forma di battuta, nel senso che se gli dici qualcosa, tipo che la Freccia del Brabante è una corsa in linea maschile di ciclismo su strada che si svolge in Belgio, prima che tu abbia finito la frase ti ha già sparato cinque –  sei battute fulminanti su Eddy Merckx, i cambi Shimano e i cavoletti di Bruxelles, che un autore normodotato non avrebbe nemmeno avuto il tempo di pensare alla Bersagliera di Fantozzi. Ma Max non è un autore normale. È Max.